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Zurle: quando il vino diventa musica

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Zurle di Cantine Spinelli protagonista a La Notte dei Serpenti

Cantine Spinelli sostiene il grande evento dedicato alla cultura abruzzese. Sul palco anche “Zurle”, il canto composto dal Maestro Enrico Melozzi e nato dal nome dell’omonimo vino della cantina di Atessa.

Ci sono vini che raccontano un territorio attraverso i profumi, i sapori e le uve da cui nascono. E poi ci sono vini capaci di andare oltre, trasformandosi in un’immagine, in un ricordo e perfino in una canzone.
È il caso di Zurle, il rosso di Cantine Spinelli che ha trovato una nuova espressione nella musica del Maestro Enrico Melozzi, ideatore e direttore artistico de La Notte dei Serpenti, il grande concertone dedicato alla cultura e alla tradizione popolare abruzzese.
Cantine Spinelli ha scelto di sostenere la manifestazione in qualità di sponsor, condividendone la volontà di custodire le radici dell’Abruzzo e, nello stesso tempo, di renderle contemporanee, vive e accessibili alle nuove generazioni.

La Notte dei Serpenti: l’Abruzzo diventa spettacolo
La quarta edizione de La Notte dei Serpenti si è svolta il 25 luglio 2026 allo Stadio del Mare di Pescara, riunendo sullo stesso palco artisti nazionali, musicisti, interpreti, cori folkloristici e numerose realtà culturali della regione.
Ideato e diretto dal Maestro Enrico Melozzi, l’evento nasce per celebrare il patrimonio musicale abruzzese attraverso un linguaggio capace di mettere in dialogo canti popolari, sonorità contemporanee e grandi interpreti della scena italiana. Il nome della manifestazione richiama simbolicamente il culto di San Domenico e l’antica Festa dei Serpari di Cocullo, una delle tradizioni più suggestive della regione.
Una grande festa collettiva nella quale l’Abruzzo non viene semplicemente ricordato, ma torna a cantare, ballare e raccontarsi.
La presenza di Cantine Spinelli si inserisce naturalmente in questo progetto. Da tre generazioni, infatti, l’azienda di Atessa produce vini profondamente legati alla propria terra, scegliendo vitigni, nomi e immagini capaci di esprimere il carattere più autentico della regione.

“Zurle”: una canzone nata dal nome di un vino
Tra i momenti più significativi del progetto musicale de La Notte dei Serpenti c’è proprio “Zurle”, il nuovo canto popolare composto e interpretato da Enrico Melozzi.
Il brano prende ispirazione dal nome dell’omonimo vino di Cantine Spinelli. La musica è firmata dal Maestro Melozzi, mentre il testo è stato scritto da Elso Simone Serpentini e Gabriella Serafini Blasiotti.
Nella tradizione abruzzese, le “zurle” sono i giochi rumorosi e spensierati dei bambini: corse, burle, sfide improvvisate, risate e piccole avventure nate dalla fantasia. Nel brano questi ricordi diventano immagini musicali: barche di carta, mari inventati, voci che si rincorrono e pomeriggi che sembrano non finire mai.
È una composizione nuova, ma capace di evocare qualcosa di antico e familiare. Un canto popolare scritto nel presente che sembra arrivare da un tempo lontano, proprio perché attinge a una memoria condivisa da intere generazioni.
Presentata anche dal vivo durante La Notte dei Serpenti, “Zurle” ha così trasformato il nome del vino in un racconto musicale dell’Abruzzo, creando un legame originale tra cultura, territorio e convivialità.

Zurle, il rosso che fa festa
La stessa vitalità raccontata dalla canzone si ritrova nel vino.
Zurle di Cantine Spinelli è un vino rosso IGT ottenuto da uve Montepulciano, prodotto nell’area di Atessa, in provincia di Chieti. La vinificazione prevede una macerazione pre-fermentativa a freddo, seguita dalla fermentazione a temperatura controllata e da un affinamento di quattro mesi in acciaio inox.
Nel calice si presenta con un colore rosso rubino chiaro e luminoso, attraversato da riflessi violacei. Al naso emergono intensi sentori di frutta rossa fresca, in particolare ciliegia e lampone, accompagnati da delicate sfumature floreali.
Al palato è equilibrato, scorrevole e piacevolmente fresco. La componente fruttata e il contenuto apporto tannico ne fanno un rosso immediato e versatile, pensato per essere servito fresco, a una temperatura di circa 8-10 °C.
È ideale come aperitivo e accompagna con naturalezza salumi, pizza, carni bianche, verdure grigliate, formaggi freschi e piatti della cucina regionale, dal brodetto di pesce alla trippa.
Zurle è, soprattutto, un vino da condividere. Un rosso che interpreta la tavola non come semplice luogo di consumo, ma come spazio di incontro: le bottiglie che si aprono, i piatti che passano di mano in mano, le conversazioni che si allungano e le risate che riempiono l’aria.

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